Qui troverete un po' di poesie. Chi di voi, guardando il mare, non ha sentito qualcosa dentro, non ha pensato a delle parole, magari buttate là. Ho messo poesie di autori noti e autori anonimi. Fra quelli ci sono anch'io e metterò anche le vostre, se le invierete.

 

 

   Poesie                                                            Poesie con immagini     

 

Girando per la rete ho trovato questa bellissima  poesia e rispecchia molto la mia persona. 
Inserisco  il link , andate a dare un'occhiata.

 

 

DONNA DEL MARE 

Ella appare e scompare . . . 
Donna ridente
di bianche vesti ondulate
di piedi nudi
fermi e veloci . . . 
Avanza danzando
tra le case addormentate
bianche di sole
azzurre del mare
. . e Sorride . . . 
Vela gli occhi tra le ciglia
Allunga le ombre sulle guance
quando è compresa in se stessa
profonda , misteriosa . . . 
E li svela
quando lascia rivelarsi
la Luce
emanata dal profondo
...radianza dell' occhio
del cuore
dell' anima . . . 
Suo è il Profumo
dell' albero del fico
Sensuale richiamo 
emanato dai sensi,
inebriante aroma
liberato nel sole e nel vento
. . . cullato dal mare . . . 
Avanzano ondeggiando i fianchi
morbidi e rotondi,
dolci nei loro segni
e nei loro sogni . . . 
Nei ricordi,
antichi alle volte,
che ancora riposano
risuonano nel ventre
Ventre che suona e risuona
chiama e richiama
ondeggia , sorride
libera se stesso
prorompe di Intensi Profumi . . . 
. . . e di nuovo ella fugge e si vela
Scompare
nasconde la figura oltre le siepi
oltre la linea dell' orizzonte . . . 
E via di corsa dietro a Lei !
Che mai più sia persa
Ma ritrovata e libera
ridente e ondeggiante
possa sempre Rivelarsi
e Mostrarsi
Sua è la Pienezza e la Bellezza
Suo il Profumo di Donna
Sua è la Gioia della Vita
e dell' Amore dell' espressione piena
dei Sensi Tutti . . . 

(Elena)


IL MARE

Dolce ed impetuoso
come un amante.
Ti guardo.
Mi affascini.
La tua voce entra nella mia mente.
Mi lascio accarezzare 
dalle tue onde.
Brividi.
Il tuo continuo movimento
culla i miei pensieri 
e li porta via
laggiù, 
dove l'orizzonte si confonde con il cielo.

(Laura)

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno 
In eterno.
 
(Gibran Kahlil Gibran, 1926)

 

Brezza marina


Lì sul ciglio,
assorta nel silenzio,
ascolto il canto del vento
e con mute parole
dipingo il mare a mio piacimento!
Mare e Vento
da sempre complici ed antagonisti
son la personificazione di attori e registi
in uno scenario naturale straordinario.
La visione è così spettacolare
che sortisce un effetto magico
assai particolare
oggi, come loro,
anch’io immortale.
Spumose onde si rincorrono
in una danza perpetua
per poi schiaffeggiare lo scoglio
graffiandolo,
nell’impatto stille marine
si posano sul viso,
e dall’arsura mi ristoro.-
Brezza marina,
ora tocca a te!
Inebriami col tuo potere!
È così che coriandoli d’acqua salata,
rapiti dal celere vento
fluttuano sull’azzurro tappeto
andando altrove,
fino a dissetare sua maestà il Re Sole
immobile spettatore
da sempre assoluto padrone
e gran signore!
Sorrido …
Tra due forze
in continuo movimento,
che mi bagnano ed asciugan le gote
il terzo,
inchiodato lassù nel cielo,
piacere riscuote
e splendendo,
a modo suo,
gode!
(astrell@)


Luci

A chi ama
una carezza d'argento
nel mare
mille sorprese
mille amori.

Petali d'emozioni
sulla cresta delle onde
sotto il riflesso magico del blu.

Nel mare
in volo
tra onde e luna il profumo
di tanti tramonti.

Carezze della notte
velate di malinconia in questo tempo
sempre troppo poco.

Mare dolce e impetuoso
in questo lungo inverno che fugge
che sfida
le correnti più forti.

Al tramonto
la spiaggia
la schiuma chiara tra le onde
la solitudine.

(Sergio Fravolini)

Lieve sento sull'onde soavi
l'accostarsi di placide navi
come voci di rive lontane.

(Aleksandr Blok)


"Se vuoi costruire una nave,
non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti ma,
insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito"

(A. de Saint Exupery)

 

Il mare è tutto...


Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo di gioia.

E tutto è calmo.

(Sandro Penna)

 

 

 

 

Sapore di mare

Variabile
È l’umore dell’uomo di mare
Immutabile il calore della sabbia
L’onda sclpisce lo scoglio
Che nei secoli immoto
Aspetta paziente
Ripetuti schiaffi
E carezze bagnate
Sapore di salsedine
Odore di jodio
Sapore di mare.
 
(G. Madera)

 

 

 

 

 

PRETA 'E MARE


Prèta 'e mare
quant cose me ritto
quann t' aggio truvat
'a 'u passato me fatto penzà
'a nu passato ca' nun pote cchiù tornà
Chisto mare, chesta spiaggia
so' parte 'e l'infanzia mija
cu papà, cu 'e frate mieje
cose belle aggio fatto
jurnate allere aimm passato
natan, jucan, facenn
a gara a chi te tirava cchiù luntan.
Preta 'e mare
te ringrazio
pa' gioja ca' me dato
pe' cose belle
ca' me fatto ricordà.

(Valentina)

 

 

 

Noi siamo Maree
onde i nostri pensieri che ci svelano vivi
Viviamo così aspettando l’onda potente di una grande tempesta
Un pensiero forte e delicato
ramo di quercia e petalo di rosa
che dispiegandosi si protenda fino a noi
movimento sincrono della mente e del cuore
Un pensiero così travolgente
che cerchi il naufragio non l’approdo
così fuggente e straordinario
da essere eterno
così intenso e unico
da essere amore

 

 

 

 

 

 

 

I MAROSI

Forme oscure si addensano nel cielo,
corrono a salutare l'alba del sole fulgente
che s'affaccia sulla terra ad inondarla di luce e di calore.
Le nubi nere si dileguano all'apparire
sull'orizzonte del disco dorato
come fantasmi che spariscono
al nuovo giorno che inizia.
L'acque del mare
s'infrangono sulla sabbia dorata,
le pietre roteano vorticosamente
nelle onde della risacca.
I marosi ondeggiano sull'infinito oceano
creando illusioni che s'innalzano
al cielo
per poi dileguarsi nelle profondità
del mare.
Il mare rimane fermo, immobile,
seppur l'apparire delle onde in superficie,
non viene toccato dal loro moto errante,
imperterrito continua il suo essere,
a riceve nell'illimitato appagamento interiore.

(Jayan Walter)

"Pochi sono coloro che possono dare del tu al mare,
e quei pochi non lo fanno."
Autore non noto

28 luglio 2007

Libertà,
Immensa come il mare.
Appari e scompari nel vento di libeccio.
Raccogli I pensieri nell'accattivante conchiglia
Di un desiderio lontano.
A piedi nudi volteggi sul pelo dell'acqua.
Ti nascondi misteriosa dietro un battito di ciglia.
Circondata dal volo concentrico dei gabbiani,
aspetti il sorgere dell' alba dai colori pastello
e la vita di un giorno nuovo illuminato dalla luce del sole.
(Gloria Salvi)

 

... E GUARDO 'O MARE 

... E guardo 'o mare
ma chesta sera l'onne
songhe 'o ritratto
'e sti penziere mieje
veneno e vanno
comme 'e ricorde
ca se perdono

addò l'acqua se vasa c''o cielo.
'A terrazza è deserta
nun me voglio affaccià
nun è 'o mumento
e po' pe' fa che cosa
ma pecché?
meglio a fa finta 'e niente.
... E guardo 'o mare
'nnanze all'uocchie
'a tristezza
'e na pioggia d'autunno.

(Luciano Somma)

               

 

RIVERBERO DI LUCI

Riverbero di luci
scintilla tra le spumose onde
che giocose si rincorrono
nel silenzio di una notte d'inverno.
Gorgoglio d'acque
che s'infrange mormorando
tra gli scogli,
sotto il pontile di pietra.
Tutti giacciono addormentati
nelle loro case,
vicino al rosso focolare acceso,
io solo veglio quell'oscurità frastagliata
dai lampioni gialli tremolanti nel buio,
dai riflessi del mare
di quella vecchia città sul porto.
Il tuo nome io riconosco,
palpita silente d'amore
e carezza calda la mia mano
con la sua dolce brezza di marzo.
Io vedo il tuo respiro
alitare tra le onde
nel gioco d'argento e d'oro
di miriadi di colori
che sorgono e si dissolvono
nel blu dell'ombroso mare.
Io sento il tuo cuore
che batte di vita, di pace infinita:
tu sola sei Dio
ed io sono uno con te.

(Jayan Walter)

 


La donna del mare

La donna del mare
offrì il suo corpo al mattino
pieno di passione per il vento.
Bagnò le esili caviglie,
arse di salsedine,
tra sospiri di anemoni
e perle di conchiglie.
S'immerse totalmente
nelle acque cristalline
che rilucevano d'azzurro
tra i residui raggi
del sole rinascente.
Socchiuse gli occhi
e vide il mondo
come nei desideri.
Nuotò senza meta
solo ascoltando i palpiti del suo cuore,
incontenibili,
impetuose onde.
Sprofondò dolcemente
ciascun anelito di vita
negli abissi della sua anima sconfinata.
(Piermago)

Respirandoti fino all'anima

Ti guardo.
Seduta davanti a te, sento il tuo respiro calmo.
La mia vista spazia fino all'orizzonte là, dove ti unisci al cielo
e i suoi colori si riflettono nelle tue acque.
Starei ore ad ammirarti. 
In silenzio seguo il tuo movimento, è lento, continuo e le tue onde arrivano lievi.
Mi avvicino, 
lentamente allungo una gamba e sento la tua carezza.
Mi sdraio sulla sabbia e, ad occhi chiusi, ne aspetto un'altra e un'altra 
ancora.
Mi lascio scivolare e tu mi accogli.
Sento il tuo abbraccio ed il mio corpo perde peso,
mi sento sospesa e sopra di me l'immensità del cielo.
E' come ritornare nel grembo materno,
sentirne quella protezione,
rivivere quegli attimi così ovattati.
Poi, dolcemente, mi riporti a riva e mi adagi sulla sabbia
regalandomi le tue ultime carezze.

(Laura)

ESTATE
Apro la finestra,
Il caldo entra
con il Suo fiato bollente.
Assopita
Mi assale il rumore della Risacca.
Il mio sonno assume il colore del mare.
Azzurro verde diluito nell'oro
del sole cocente.
Lontano
avvolti di spuma
ecco apparire,
cavalcando l'onda
tre Splendidi cavalli bianchi.
galoppi toccando con le dita
l'immenso arancio del sole.
Una voce come un' eco
grida il mio nome.
Come d'incanto
il sogno finisce.
(Poesia Gloria Salvi)

CHE COS'ERA IL MARE

Che cos'era il mare? Aveva code d'acqua e zampe d'acqua tra le rocce, 
levigava i ciottoli, faceva sigle di luce sulla sabbia: era profondo 
ma insensibile, si diceva, e celibe, individuale, sterile. In onde 
riottose o calme maree saliva e discendeva, circondava le terre, 
lui lunare, lui freddo, irriducibile nel suo votarsi al movimento 
e all'aridità. Le navi lo solcavano in lunghe scie. Ora si è persa 
la memoria delle tempeste e dei fari, dei velieri e dei transatlantici, 
dei naufraghi, dei carichi di porpora e di carbone, di Tiro, di Londra. 
Era profondo ma insensibile, si diceva, dimora delle conchiglie, delle 
famiglie dei pesci, estinte, ora: aveva fondali viscidi, crateri e alghe, 
e coralli. Tagliava i promontori, reggeva le isole. Giocava, lui muto, 
sprezzante, inservibile, felice nei suoi movimenti vitali.

 
(Giuseppe Conte, 1977)

Un sogno

La spiaggia al tramonto
cammino, sola con me stessa
il respiro del mare accompagna il mio
il suo profumo inebria la mia mente
un gabbiano vola all'orizzonte.
Mi fermo,
guardo il suo volo.
Come vorrei poter volare 
andare lontano
raggiungere il mio sogno
e non tornare.....mai pìù.

(Laura)

 

No me hagan caso 

Entre las cosas que echa el mar
busquemos las más calcinadas,
patas violetas de cangrejos, 
cabecitas de pez difunto,
sílabas suaves de madera,
pequeños países de nácar,
busquemos lo que el mar deshizo
con insistencia y sin lograrlo,
lo que rompió y abandonó
y lo dejó para nosotros.

Hay pétalos ensortijados,
algodones de la tormenta,
inútiles joyas de agua,
y dulces huesos de pájaro
en aún actitud de vuelo.

El mar arrojó su abandono, 
el aire jugó con las cosas,
el sol abrazó cuanto había,
y el tiempo vive junto al mar
y cuenta y toca lo que existe.

Yo conozco todas las algas,
los ojos blancos de la arena,
las pequeñas mercaderías
de las mareas en otoño
y ando como grueso pelícano
levantando nidos mojados,
esponjas que adoran el viento,
labios de sombra submarina,
pero nada más desgarrador
que el síntoma de los naufragios:
el suave madero perdido
que fue mordido por las olas
y desdeñado por la muerte.

Hay que buscar cosas oscuras
en alguna parte de la tierra,
a la orilla azul del silencio
o donde pasó como un tren
la tempestad arrolladora:
allí quedan signos delgados,
monedas del tiempo y del agua,
detritus, ceniza celeste
y la embriaguez intransferible
de tomar parte en los trabajos
de la soledad y la arena

(Pablo Neruda)

NON BADATE A ME

Fra le cose che il mare getta
Cerchiamo le più dissecate,
zampe violette di gamberi,
testine di pesci morti,
soavi sillabe di legno,
piccoli paesi di perla,
cerchiamo ciò che il mare ha sfatto
con inutile insistenza,
ciò che ha rotto e squassato
e abbandonato per noi.

Ci sono petali inanellati,
cotoni della tempesta,
sterili gemme d’acqua
e ossa gracili d’uccello
che sembrano ancor volare.

Si svuota il mare delle sue scorie,
il vento gioca con gli oggetti,
il sole ogni cosa abbraccia
e il tempo vicino al mare
conta e tocca quanto esiste.

Io conosco tutte le alghe,
gli occhi bianchi della rena,
le piccole mercanzie
delle maree dell’autunno
e, come un gran pellicano,
edifico umidi nidi,
spugne che adorano il vento,
e labbra d’ombra abissale,
ma nulla è più lacerante
dell’indizio di un naufragio:
il dolce legno scomparso
che fu morso dalle onde
e sdegnato dalla morte.

Bisogna cercare cose oscure
In qualche parte della terra,
in riva al silenzio azzurro
o dov’è passato il treno
di una furiosa tempesta:
restano sogni sottili,
monete di tempo e d’acqua,
detriti, celeste cenere,
e l’ebbrezza intrasferibile
di prender parte ai travagli
della solitudine e della rena.

(Pablo Neruda)

Forget About Me

Among the things the sea throws up,
let us hunt for the most petrified,
violet claws of crabs,
little skulls of dead fish,
smooth syllables of wood,
small countries of mother-of-pearl;
let us look for what the sea undid
insistently, carelessly,
what it broke up and abandoned,
and left behind for us.

Petals crimped up,
cotton from the tidewash,
useless sea-jewels,
and sweet bones of birds
still in the poise of flight.

The sea washed up its tidewrack,
the air played with the sea-things;
when there was sun, it embraced them,
and time lives close to the sea,
counting and touching what exists.

I know all the algae,
the white eyes of the sand,
the tiny merchandise
of the tides in autumn,
and I walk with the plump pelican,
building its soaking nests,
sponges that worship the wind,
shelves of undersea shadow,
but nothing more moving
than the vestiges of shipwrecks —
the smooth abandoned beams
gnawed by the waves
and disdained by death.

Hay que buscar cosas oscuras
en alguna parte de la tierra,
a la orilla azul del silencio
o donde pasó como un tren
la tempestad arrolladora:
allí quedan signos delgados,
monedas del tiempo y del agua,
detritus, ceniza celeste
y la embriaguez intransferible
de tomar parte en los trabajos
de la soledad y la arena.

Let us look for secret things
somewhere in the world,
on the blue shore of silence
or where the storm has passed,
rampaging like a train.
There the faint signs are left,
coins of time and water,
debris, celestial ash
and the irreplaceable rapture
of sharing in the labour
of solitude and the sand.

(Pablo Neruba)

Parlami

Parlami mare.
Raccontami le tue infinite storie
Fammi partecipe del tuo mondo
Ammiro la tua bellezza
mi spaventa la tua potenza
Le tue parole arrivano con le onde
S'infrangono nella mia mente
e mi fanno sognare.

(Laura)

IL MARE

Il mare
è come un soffice letto
che ti culla
come un nido
di pesci.
E' profondo 
limpido.
Mi dà gioia
e sicurezza.

(Federica Fontanieri)

Le canzoni del mare


Fermati sulla spiaggia,
e ascolta la melodia del mare.
Racchiuse sul fondo ci sono le canzoni piu belle.
Canzoni antiche di vecchi pirati, che parlano di donne
e di battaglie.
Canzoni un po stonate, piene di speranze, di pescatori con
le mani seccate che sanno di sale.
Canzoni romantiche d'innamorati allacciati a guardare il
tramonto morire mentre nel cuore nasce la felicita':
Canzoni che le onde spumeggianti trasportano lontano,oltre
il sole e che i gabbiani scuotendo le ali disperdono nell'aria.
In questa notte d'Inverno una canzone in piu ci sara' sul fondo,
la mia voce arrivera' dolcemente a te e questo scrigno segreto fatto di
acqua e di sale, la terra' segreta per me......

(Aurora)

Al mio Mare


Immersa nel tuo immenso ventre
popolato da anime colorate che vivono in te,
mi hai accolta senza fare domande nelle tue limpide e chiare acque.
Sei apparso come un’immensa madre
e come una bambina
dalle tue onde che mi accarezzano il corpo
mi lasciavo coccolare.
Sono rapita ed estasiata, la mente mi riporta indietro nel tempo...
Penso a quando la prima volta ti vidi,
mi conquistasti all’istante e per te provai un amore profondo.
Leggiadra, mi abbandonai sulla battigia,
i miei occhi rivolti al cielo,
catturati dal volo dei gabbiani che volando in alto sembravano dei piccoli origami.
Non smisi più di amarti , di amare colui che mi aveva accolta senza fare domande...

(Aurora)

Nel faro

Nel faro 
i nostri corpi amanti,
come ombre cinesi,
spaziano isocroni
nel futuro infinito
scanditi lampi di luce
girando nel nulla 
accendono desideri
oscurando l'amore
l'estasi
proietta lontano nel tempo
costellazioni d'amore 
per futuri amanti
e il tuo gemere
risuona in me, ora.
Come la risacca nel mare

(forse)

L'uomo che ha visto il mare
non sa più pensare ad altre acque.

(Meng Tse)

        

 
L' uomo e il mare

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio;
tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore
di questo lamento indomabile e selvaggio.
Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.
E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete
senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
eterni lottatori, fratelli.

(Charles Baudelaire - 1821-1867)



Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; 
tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer.

Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l’embrasses des yeux et des bras, 
et ton cœur se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.

Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
Homme, nul n’a sondé le fond de tes abîmes,
O mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets !

Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remord,

Tellement vous aimez la carnage et al mort
O lutteurs éternels, ô frères implacables!

(Charles Baudelaire) 

Mare

Mare,
Oggi ti ho incontrato di nuovo.
In silenzio ho ascoltato la tua voce.
Il mio sguardo ha spaziato nella tua immensità.
I tuoi colori, sempre nuovi ai miei occhi, 
mi hanno riempito il cuore.
Sei calmo, sereno, invitante.
Ho accettato il tuo invito
e mi sono immersa nelle tue acque
ancora così fresche.
Ogni pensiero si è allontanato
eravamo solo noi due
in queste prime ore del mattino.

(Laura)

IL CANTO DELLE SIRENE

E' il canto delle sirene principalmente di due tipi.
Il primo è modulato, sinuoso, incalzante,
ama ricamare d'ottava in ottava,
ferisce dolcemente,
racchiude la mente in ambiti stretti,
racchiude, racchiude fin quasi sopire...

Il secondo è ritmico, profondo,
ama i toni bassi da contralto,
entra dall'ombelico e risale fino al cuore,
poi, cattura la mente lasciandola al buio.
Il leggero battito della lingua sul palato
rimanda al ritmo di antichi tamburi africani,
leggero e profondo, potresti credere di percepirlo appena ...
e già ne sei schiavo...

Popolo del mare, popolo lontano…
Atlantide è un mito raccontato in tv…
Molto, molto di più apparteneva a Sirene e Tritoni,
che per sopravvivere hanno dovuto sviluppare
l'arte dell'inganno e del sogno.

Sogno, buio e visione, viaggio lontano da cui non è facile, no,
tornare indietro.
Salda, ferma volontà e limpidezza d'animo salvano colui
che si lascia stregare per amor di conoscenza...

Il viaggio ai confini del mondo diventa allora occasione
di rimandi lontani e echi vicini,
così vicini da confondersi
con l'odore d'un respiro...

Sapore di sale, mare o lacrima che sia...
Benvenuti gli uomini di coraggio e di ventura...
Le sirene non ammaliano mai per crudeltà o potere...

(Amina Contin)

 


Fratello Mare 

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare.

(Nazim Hikmet) 

 


Ti sento (guardando il mare)

Acqua polverizzata 
nei polmoni.

metronomo di onda 
segna le ore 
dei pensieri

solitudine in un quadro di ore lunghe

(forse)

A te mare

Se solo sapessi esprimere a parole il sentimento che susciti in me quando ti vedo o mio adorato MARE.
Se solo sapessi che spettacolo è vedere la tua calma e la tua serenità,
quando sei celeste e limpido come un neonato,
che ancora non conosce le cattiverie di questa vita.
Se solo sapessi quanta pace infondi nel mio cuore selvaggio.
Se solo sapessi quanto ti vorrei somigliare quando sei agitato,
vorrei avere la tua forza,
quel’impeto travolgente,
quella forza implacabile che solo tu hai,
quella stessa forza che blocca i bastimenti nei porti,
si cosi vorrei essere,
calmo quando serve e implacabile e distruttivo quanto basta per questa vita.
Se solo sapessi cosa darei per rinascere e diventare delfino,
per restarti sempre vicino,
per poter solcare i tuoi fondali,
per poter sentire sulla pelle le tue correnti prima calde e poi fredde,
sentirmi travolgere della schiuma delle tue onde.
Non sai cosa darei.
Se solo sapessi,
che sei il mio faro nella notte più scura,
il mio sentiero sicuro quando scalo gli ostacoli più duri,
il mio pensiero più dolce quando la solitudine attanaglia ilmio cuore.
Se solo sapessi che quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto,
che il più bello dei miei momenti insieme a te non l’ho ancora vissuto,
che il più bello dei tuoi tramonti non l’ho ancora visto.
Se solo sapessi tutto questo chissà cosa mi diresti.
Non mi resta che sperare di incontrarci ogni notte nei sogni.
A te che sei parte di me a te che sei tutto per me. A te mare.

(Tina Tardetti)

IL RUSCELLO ED IL MARE

Sei come l’acqua d’un ruscello di montagna
scorri felice col tuo chiacchierio argentino
perché il mare ti attende a braccia aperte
risucchiandoti in un vortice di passione.

Io sono il tuo mare cristallino,
è stato tortuoso il tuo cammino tra i sassi
ma ora ti avvolgo tra le mie braccia
e fai parte di me, come io son parte di te.

Saremo acqua cheta nei porti sicuri
ma ci scateneremo al largo degli oceani
e se la tempesta sconvolgerà i nostri animi
sarà dolcissimo tornare insieme alla quiete.

Avremo il sole per scaldarci di giorno
mentre di notte c’illuminerà la luna
la vita sguazzerà nelle nostre acque
ed in eterno si ripeterà il nostro ciclo vitale.

(Giacomo Xartam)

 

 

nata con il mare......
le sue onde.....i suoi movimenti si fondono
con i miei umori.......
se tendi l'orecchio vicino al mio cuore
puoi sentire la sua voce
calma, nostalgica e spesso inquieta...

sei vela e timone
sei porto
quel porto dove come una bambina inerme
ho vissuto l'abbandono delle partenze
senza ritorno....
.. dove , come una nave ancorata,
sono stata ferma ad aspettare..
che la tempesta finisse....
per iniziare il mio viaggio ..
quanti giorni si possono vivere senza vederti?
 uno....dieci ....cento...
la mia voce...la tua voce si fa forte....

io ho bisogno di te......
dimmi come potrò fare.....
ad abbandonarti........
tu che sei
fratello e compagno......
dell'anima mia


(Stefania Indaco)